Eredi Boggiano

in mostra

Guido Costa Projects

Via Mazzini 24 – Torino

Quando
12 giugno – 30 settembre 2025

Mostra
Eredi Boggiano

Cristiano Berti espone “Eredi Boggiano” nella Galleria Guido Costa Projects.

La mostra documenta il progetto di ricerca storica e artistica Cicli futili Boggiano, a cui l’artista ha lavorato per quasi dieci anni, realizzando una grande installazione Discendenze (2018-2025), un video Pero
está por ahí, ¿no? (2020), e un saggio storico Eredi Boggiano (Quodlibet, Macerata, 2022).
Il progetto racconta la storia del savonese Antonio Boggiano, giunto a Cuba nel 1796 e insediatosi a Trinidad, dove fu attivo, oltre che nel commercio transatlantico, come mercante di schiavi e latifondista agrario.
L’attenzione dell’artista si è principalmente rivolta alle storie delle persone a cui Antonio Boggiano dette il
proprio cognome come marchio di proprietà.
Quella dei Boggiano neri è una storia dei tempi della schiavitù, ma vi è anche dell’altro. Dalle ricerche di Cristiano Berti è emerso che tutti i cittadini cubani che oggi portano questo cognome discendono da donne e
uomini che furono capaci di riacquistare la propria libertà. Poco prima di morire, infatti, Antonio Boggiano
cedette la proprietà agricola e l’intera sua manodopera, che, finalmente libera, assunse il suo cognome. A
ben vedere, la storia dei Boggiano ha il sapore della libertà più ancora che della schiavitù.
In questa mostra Cristiano Berti presenta per la prima volta nella sua interezza, in forma di grande installazione, uno dei due alberi genealogici dei Boggiano finora realizzati. L’albero, che traccia circa 300 discendenti, presenta al proprio apice i nomi di uomini e donne nati in Africa. Tre diversi stipiti sono collegati attraverso i matrimoni che coinvolsero la seconda generazione, quella dei Boggiano nati a Cuba (ossia creoli,
secondo gli usi linguistici dell’epoca). Due di queste discendenze giungono fino ai nostri giorni.
La genealogia. che ha come capostipite l’africana di etnia mandinga Liberata Boggiano, passa per María
Andrea, nata schiava ma libera venti anni dopo in occasione della nascita della sua prima figlia. Lungo il
ramo di un altro figlio di María Andrea, José Julián, la discendenza di Liberata prosegue fino a che una generazione di sole figlie femmine estingue il cognome Boggiano. Questa porzione d’albero non è inedita, essendo stata presentata in precedenza alla Biennale di Casablanca (2018), e alla Biennale dell’Avana (2024).
La genealogia che ha origine da Rosa e Francisco Boggiano è invece più ricca e articolata. Dal battesimo di
una figlia si desume che Rosa era di nación mina, denominazione dovuta al luogo di imbarco – il porto di San
Jorge de Elmina sulla costa dell’attuale Ghana. I mina erano generalmente di etnia ashanti o fanti. Francisco
è definito, generalmente, africano, ma nel battesimo del figlio Fernando è detto di Santoma (Saint Thomas?).
Rosa e Francisco furono uniti in matrimonio ed ebbero almeno dieci figli. La trasmissione del cognome segue la linea della loro figlia Teresa, data in sposa a un africano di nome Felipe. Gli antichi libri notarili di Trinidad conservano gli atti d’acquisto della libertà da parte di Felipe, prima per sé, poi per la moglie e infine
per due degli otto figli che erano nati schiavi. Dopo che furono liberi, Teresa e Felipe ebbero altra prole. La
linea della trasmissione del cognome passa per la penultima nata, Benita, e prosegue con José Belén, con
lui ramificando in tre diverse direzioni. Per questa via la discendenza di Rosa e Francisco giunge fino a tempi assai recenti: l’ultima nascita registrata dall’albero è del 2023.

Altroquale collabora alla realizzazione dei “Cicli futili” di Cristiano Berti fin dal primo progetto, dedicato a Giuseppe Gaggini e al ruolo come autore di una fontana monumentale per la città dell’Avana (la “Fuente de la India”) e come impresario della cava di marmo di Rocca Bianca, che si trova sulle Alpi piemontesi.